La copertura radio non è variata da quando il ponte è stato installato il primo giorno. Quello che invece è cambiata, e anche di molto, è la potenza necessaria per l'impegno del ponte. Le prove seguenti s'intendono fatte con C 528, antennino e pacco pile (2,5 Watt /250 mW in bassa potenza). Dopo l'installazione del 23 novembre 2002, con una sola 5/8 , il ponte si agganciava in portatile fino Condove e verso l'alta Valle a Chiomonte (2,5 Watt). Si sostituiva quindi il 30 novembre l'antenna con una prima collineare a tre elementi. La portata si ampliava, sempre con 2,5 Watt si arrivava fino a Rosta e dall'altro lato Salbertrand. Si procedeva il 16 dicembre allo sdoppio delle antenne e, per la sola trasmissione, fu adibita una seconda antenna collineare due elementi. La portata si ampliò ulteriormente, con 2,5 watt si agganciò da Oulx a tutta la cintura di Torino lato Valle di Susa. Nel mese di marzo 2003 è stato messo un preampli a GaAsFET sul ricevitore. Ulteriore ampliamento di copertura. Dai punti dove prima s'impegnava il ponte con 2,5 watt ora basta la minima potenza (250 mW o anche meno.) Nella conca compresa tra Susa e Condove la potenza necessaria ammonta a pochi milliwatt. Dalle prime prove ad ora, in portatile, siamo passati da una copertura del territorio del circa 30% ad oltre l'85%. Ovvio che non vi sono problemi da stazione fissa (copertura 99%), dove il ponte è stato agganciato anche dalla Val Sangone. Unico problema rimane Bardonecchia dove, per la sua particolare posizione, non è copribile da palmare, ma solo veicolare o fisso. Prove in portatile sono state fatte anche dalla Val Cenischia, con risultati identici al resto della valle. Questa era la situazione al 26-10-2017. Nella foto ubicazione del ponte sulla valle e copertura radio.

Il contorno rosso sottintende il transito sul ripetitore con palmare, quello arancione da mobile/fisso. Per determinate località l'aggancio con palmare/mobile/fisso può avvenire anche fuori dai contorni che devono intendersi puramente indicativi.

 

Area di copertura ponte

 

Conclusioni

In questa sezione è riassunto il bilancio sulle esperienze del periodo che va dall'ideazione dell'impianto ripetitore ad oggi. Ogni seria sperimentazione deve giungere a delle conclusioni, di qualunque natura esse siano. Dividerò questo discorso in tre parti: tecnico, normativo e filosofico.

 

Conclusione tecnica

Vi sono stati parecchi ritorni d'esperienza dal punto di vista tecnico. Il sapere come lavora il proprio impianto ha permesso di acquisire utili informazioni anche da altri sistemi. Sotto il profilo costruttivo si è verificato praticamente quanto esposto nella sezione "consigli utili", ottenendo risultati altamente verosimili. Le qsy sono state parecchie per le modifiche e manutenzioni (vedere la cronologia della storia dell'impianto) ma erano necessarie. Nei primi tempi gli sforzi sono andati nella direzione della sensibilità ed affidabilità, poi alla più ampia pulizia possibile del segnale trasmesso. In un secondo tempo le prove hanno interessato le antenne, confermando che quelle direttive in una vallata causano più danni che vantaggi. Successivamente si è sperimentato il funzionamento del link con un ponte d'altro OM. Dopo la successiva disconnessione gli sforzi sono stati rivolti su echolink. Il ripetitore ha subito quindi molte modifiche dalla configurazione originaria. L'incontrollata proliferazione d'impianti ha richiesto di passare dalle selettive a 1750 Hz o nota #1 DTMF a quelle più serie, quindi subtoni e DCS. Lo stesso collegamento ad echolink lo richiedeva per evitare di inoltrare disturbi in rete. Il ponte, che all'inizio era perennemente agganciato alla conferenza italiana, ora lo è solo più saltuariamente. Questo perché, perennemente, è costretto ad irradiare segnali inutili dovuti a disturbi di ripetitori e link anch'essi collegati e lasciati incoscientemente senza alcun accesso selettivo. Inutile qualunque tentativo di farlo capire: tempo perso e persone che si offendono. Una notevole esperienza è stata fatta per valutare in anticipo la reale portata in termine d'acquisizione (o non acquisizione) di un impianto, sia in VHF sia UHF. Questo osservando, oltre al nostro impianto, anche gli altri in giro per l'Italia. Altrettanta esperienza si è accumulata dal punto di vista dei sistemi collegati ad echolink, costatando purtroppo che un nutrito numero è …" effimero" (non voglio aggiungere altro, a buon intenditor poche parole!). L'importante è che sullo schermo del PC di echolink appaia in bella vista il nominativo del proprio ponte o link, per il resto… Non mi dilungo oltre, in quanto tale sezione vuole solo essere un riassunto. Mi riprometto, appena il tempo me lo concederà, di fare un resoconto dettagliato sulle esperienze conseguite, compresa la parte echolink (funzionamento reale del sistema PC- interfaccia- radio, vantaggi della decodifica Hardware delle note DTMF di comando, alterazione di dette note nei trasferimenti, alterazione della BF nei trasferimenti ecc…).

 

Conclusione normativa

Allo stato attuale (agosto 2005) tutti possono installare un ponte. Si fa domanda al ministero, si allega la scheda tecnica e si attende il nominativo. L'accensione è comunque possibile trascorse quattro settimane dalla domanda. Non voglio entrare nel merito politico del fatto che tale libertà come il solito è gestita all'italiana. Bene o male la situazione è sotto gli occhi di tutti. Insulti, litigi e anche minacce di adire le vie legali a causa d'interferenze. Non che la cosa mi riempia di soddisfazione a dirla, ma sia ben chiaro a tutti che NON VI E' POSSIBILITA' di denunciare proprio nessuno! Il decreto legislativo del 1° agosto 2003 pubblicato sul supplemento ordinario n. 150 della G.U. n. 214 del 15 settembre stesso anno, recita al capo II art. 104 (attività soggette ad autorizzazione generale) comma 1, par. C:

 

1. L'autorizzazione generale è in ogni caso necessaria per i seguenti casi:

….omissis….

c) installazione od esercizio di sistemi che impiegano bande di frequenze di tipo collettivo:

1) senza protezione da disturbi tra utenti delle stesse bande e con protezione da interferenze provocate da stazioni di altri servizi, compatibilmente con gli statuti dei servizi previsti dal piano nazionale di ripartizione delle frequenze e dal regolamento delle radiocomunicazioni; in particolare appartengono a tale categoria le stazioni di radioamatore nonché le stazioni e gli impianti di cui all'articolo 143, comma 1;…

Si evince chiaramente che all'interno della stessa banda non si possono accampare diritti di protezione da disturbi o interferenze. E non potrebbe essere altrimenti: se così non fosse chiunque si sceglierebbe una frequenza e potrebbe pretendere di averla libera! Vediamo ora cosa dice questo art. 143 (stazioni ripetitrici) al comma 1, al quale si estende la non protezione da disturbi o interferenze:

1. Le associazioni dei radioamatori legalmente costituite (articolo modificato, ora tale diritto è esteso al singolo OM) possono conseguire, nel rispetto delle disposizioni recate dagli articoli 107, commi 5, 9 e 10, e 140, l'autorizzazione generale per l'installazione e l'esercizio:

a) di stazioni ripetitrici analogiche e numeriche;

b) di impianti automatici di ricezione, memorizzazione, ritrasmissione o instradamento di messaggi;

c) di impianti destinati ad uso collettivo.

Come si vede non è necessario ricorre all'immaginazione, al punto a) si esclude in maniera inequivocabile la protezione da disturbi o interferenze (sulla stessa banda) tra stazioni ripetitrici di qualunque natura. E' possibile invece, nei limiti dell'art. 104, far valere i propri diritti nei confronti dei disturbi o interferenze da altre bande (anche OM) o da altri servizi (non OM ovviamente). E' chiaro che, in quest'ultimo caso, bisogna essere ben sicuri della bontà tecnica del proprio impianto nel senso che non sia proprio esso ad attirarsi i disturbi con una costruzione a dir poco "casereccia"!

Conseguenza di tutto quanto evidenziato sopra? Non vi illudete di aver scelto una frequenza libera. Chiunque può accendere in qualsiasi istante un ponte (nella zona riservata dal band plan). La scheda tecnica serve solo per dimostrare che l'impianto è a norma, non ha effetti sulla scelta delle frequenze. Conclusione: ci vuole un accesso selettivo se non volete piangere lacrime amare tutti i giorni (e pagare corrente inutilmente). La nota 1750Hz è un artificio da museo, una volta che la frequenza è aperta non offre più alcuna protezione fino alla ricaduta del ponte. Mettete un subtono oppure, per quando vi sarà una sufficiente diffusione, un codice DCS. Il nostro ponte ha entrambi le selettive: 107.2 il subtono, codice 266 il DCS; per ora è commutato sul tono subaudio.

Conclusione filosofica

Questo paragrafo è particolarmente dedicato a chi voglia installare un ripetitore. Leggere e meditare. Se vi sono dubbi, rileggere più volte.

All'OM che voglia installare un ponte lo attende: sforzo economico non indifferente, molto tempo da dedicare, problemi continui, manutenzione ricorrente, necessità d'adeguate conoscenze tecniche, spese impreviste a non finire, quantità di qsy all'impianto incalcolabili. Per contro avrà la soddisfazione, nella migliore delle ipotesi, della totale indifferenza dei colleghi utilizzatori nel caso di un impianto ben funzionante, critiche aspre, irriverenti e astiose in caso di funzionamento mediocre. Prima di eseguire tutto il lavoro i qso locali più ricorrenti non faranno che ribadire quanto pigri siano gli OM e quanto essi non si muovano con progetti anche a beneficio di tutti. Subito dopo l'accensione del ripetitore, invece, i discorsi verteranno su quanto inutile sia il sistema installato, su quanto sia poco edificante parlare su di un ponte e del fatto che l'impianto serva solo a dare gloria al proprietario. Con fare "snob" continueranno ad effettuare qso in diretta, anche se non si sentono, pur rimanendo ad origliare tutto il giorno sul ripetitore. Un eventuale collegamento ad echolink sarà semplicemente una scusa in più per non utilizzarlo. I pochi che si "abbasseranno" a parlarvi, sicuramente v'illustreranno che la frequenza scelta non va bene, la località d'installazione non è consona, che con il portatile non riescono ad agganciare il ponte dalla cantina mentre vanno a prendere la bottiglia di vinello per la cena. La copertura non sarà mai quella giusta, o è troppa o troppo poca. Linkando più impianti aumenteranno i problemi tecnici e le critiche in proporzione (è una legge matematica!). Non angosciatevi per ottenere la sensibilità più alta possibile, è inutile. Più la alzerete, più i radi utilizzatori diminuiranno le loro esigue potenze dei portatili, facendo credere in continuazione a tutti che il vostro ripetitore è sordo come una campana. Che non vi salti in testa di fargli alzare la potenza, si offenderanno e non vi parleranno più. A prescindere dalle norme di legge, anche per i Watt d'uscita state tranquilli, non saranno mai abbastanza. Molti si vanteranno di ascoltare in HF segnalini ai limiti delle possibilità umane, ma poi pretenderanno da voi il fondo scala anche se sono sulla luna. Scoprirete che improvvisamente tanti sentiranno la necessità di lavorare un ponte a livello di qrm sulla stessa frequenza, installazione che prima non filavano neppure di striscio. Se l'impianto è senza selettiva gli darà fastidio, stessa cosa se la selettiva c'è. Comunque avrete problemi con altri impianti sullo stesso canale, saranno accampati presunti diritti di vecchiaia e, in caso di disturbo, preparatevi ad essere pesantemente insultati. Non affannatevi a risolvere il problema, tanto un bel giorno altri accenderanno un altro ponte sulla stessa frequenza vostra infischiandosene di voi. Qualsiasi miglioria produrrà nuovi problemi, spese e critiche. Vi farete un sacco di nemici, diranno alle vostre spalle che volete fare i saccenti, gli esibizionisti ed i boriosi. Ho esagerato? Bene non vi resta che provare per credere! Quelli che hanno già provato e perseverano in nuovi impianti, pur essendo ovviamente liberi di fare ciò che vogliono, hanno tutta la mia compassione. Evidentemente il bisogno di gloria e notorietà (almeno è quello che credono) permette loro di soprassedere alle situazioni elencate.

Ci tengo a precisare che quanto sopra è un succinto resoconto di fatti veri, dall'ideazione del ponte ad oggi. Preferisco, dopo queste esperienze, non dirvi cosa penso del decalogo del radioamatore.

 

73 Mauro, IK1IMG

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